|
Da
settembre 2004 inizio del nuovo anno Scolastico Un
nuovo Preside è
fra noi Il Cabrini “nobile” decaduto? Maddalena CavalloAnna Giosa alunne dalla
classe 3^B O.C.B. …il Signor Preside come
non l’avete mai visto!
|
Nel mese di settembre, inizio del nuovo an no scolastico 2004/05, noi studenti del Ca- brini, al nostro rientro abbiamo trovato la sorpresa; il nuovo Dirigente, Dott. Prof. Angelo Carrieri già Preside di Scuola Me dia dall’anno scolastico 1985-’86. Ci è sembrato più che naturale bussare alla sua porta; altrettanto con naturalezza, ha ri sposto alle nostre domande. Quali sono
le sue impressioni sull’Istituto “Cabrini”, dopo averne conosciuto a- lunni e corpo docente? Farei, innanzitutto, una differenza fra il Ca brini dell’estate 2004 e quello conosciuto più intimamente, a partire da settembre 2004: prima del “primo” di settembre l’im pressione che ne trassi non fu certo brillan te: e mi riferisco naturalmente, alla scuola “materiale”, e a quello che vedevano i mie i occhi nelle mie uniche due fugaci visite. Scritte sui muri di pressoché tutte le classi, in quantità tale, che mi lasciavano immagi nare un grande “abbandono” della struttu- ra, ma, anche una pressoché assoluta man- canza di regole e rispetto del “luogo”; giu- dizi diffusi “nell’immaginario collettivo”, che rappresentavano la precondizione attra verso cui sempre più giovani avevano scel to la nostra scuola, per “incabrinarsi” ov- vero per frequentare goliardicamente, alla insegna dell’intrattenimento, quando non anche dell’irriverente comportamento, dal rispetto dell’orario al minimo senso dello impegno scolastico. L’impressione che si fece strada fu quella di un “nobile” (pensavo alla scuola dei Curci e della Schembari) decaduto; deca- denza in qualche misura “fisiologica” e portata dai tempi, ma che non sfuggiva, a mio avviso, al bisogno di identificarne re- sponsabilità ed allestire possibili terapie. Che il “professionale” fosse percepito co- me scuola di serie inferiore rispetto ai licei lo sapevo già; ma che lo stesso professio- nale si dovesse “impegnare” per meritarse lo questo giudizio, non potevo accettarlo. |