
Un alunno diversamente abile ha mostrato un grande interesse alla manipolazione della terra e ha continuato ad impegnarsi nello stesso campo anche successivamente nell’ ambito domestico.
Gli alunni hanno chiesto infine di poter seguire la crescita e la fioritura delle piante, pulendo periodicamente il terreno e innaffiando le piante in modo sistematico.
Si allegano le foto del giardino prima della piantumazione e, in Maggio, della fioritura.
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Corridoio laterale esterno della scuola, prima dell’intervento |
…e dopo l’intervento |
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Le rocce sedimentarie
Le rocce
sedimentarie clastiche derivano da materiale sciolto asportato da rocce
preesistenti e accumulato sulla superficie terrestre, sia sui continenti sia
nel fondo dei mari.
Questo
dipende se l’erosione ha agito su rocce preesistenti di tipo metamorfico, igneo
o sedimentario.
Tutte
le rocce sono soggette a degradazione e ad erosione. Questi processi sono in
gran parte legati agli agenti atmosferici. Il materiale incoerente, che si
viene così a formare, viene portato lontano dalla roccia madre dall’azione delle
acque dilavanti, dai fiumi, dal vento e dai ghiacciai. Quando questi agenti di
trasporto non sono più capaci di trascinare oltre il loro carico, i materiali
trasportati si sedimentano, cioè si depositano.
Gran
parte del materiale eroso dalla superficie terrestre raggiunge il mare, dove
viene ulteriormente trasportato dal moto ondoso, dalle maree e dalle correnti.
Il
detrito sedimentario è composto da frammenti di roccia, granuli di minerali e
particelle argillose.
Ciascuna
frazione si deposita non appena viene a mancare l’energia per un suo trasporto
ulteriore.
Le
rocce sedimentarie clastiche vengono classificate in base alle dimensioni dei
granuli che le originano e che le compongono.
Se
le dimensioni dei clasti del sedimento sono superiori a 2mm si hanno le ghiaie
che compattate costituiscono i conglomerati e le brecce. I conglomerati sono
formati da ciottoli ben arrotondati mentre le brecce sono formate da frammenti
angolosi.
Il
materiale di granuli di dimensione compresa tra i 2mm e i 1/16mm è conosciuto
come sabbia.
La
sabbia forma dopo litificazione l’adenaria.
Le
particelle di limo, con diametro variabile da 1/16 a 1/256 di mm, formato le
gititi. I minerali delle argille sono particelle piccolissime, meno di 1/256mm
che si depositano per formare le argilliti e le marme.
Le
rocce sedimentarie chimiche e biochimiche derivano dalle precipitazioni
chimiche di sostanze presenti in soluzione nell’acqua.
La
sedimentazione chimica avviene prevalentemente nei mari. Un esempio di rocce
sedimentaria chimica è il saggemma che con il gesso e altri sali costituisce le
evaporati.
Alcuni
materiali in soluzione nell’acqua vengono anche utilizzati dagli organismi
viventi per costituire le loro conchiglie o scheletri.
Dopo
la morte i resti di questi animali si possono accumulare e sedimentare sui
fondali di bacini.
le rocce biochimiche più comuni formatesi in questo modo sono i calcari composti da calcite.
Ambienti di
formazione
Tra
le fasi di erosione, trasporto, deposizione delle particelle e i processi di
litificazione che portano al risultato finale, possono intercorrere anche vari
milioni di anni, nel corso dei quali la crosta terrestre è continuamente
interessata da grandi movimenti tettonici.
Uno
degli scopi della geologia è, in particolare, della sedimentologia e della petrografia e quello
di risalire, attraverso le caratteristiche di una roccia all’ambiente di
formazione.

Il
suolo è prodotto dall’interazione tra biosfera e litosfera, in ogni regione del
mondo si formano differenti tipi di suolo, a seconda della latitudine, del
clima e degli organismi, specialmente vegetali, che vivono nei diversi
territori.
I
suoli dei climi temperati, tipici delle nostre regioni, sono molto ricche di
sostanze organiche, che formano l’humus, un particolare aggregato di grosse
molecole organiche e resti animali e vegetali parzialmente decomposti. In
queste regioni climatiche l’interazione fra rocce e organismi della biosfera è
molto intensa e i suoli possono raggiungere lo spessore di 40 m, come nella
Pianura Padana.
Nelle a ree desertiche dove prevale l’azione di alterazione dell’ossigeno su quella di dissoluzione prodotta dall’acqua. Nei climi tropicali, molto caldi e umidi, l’alterazione delle rocce è profonda. Può sembrare strano, ma i suoli dei climi tropicali e quelli delle foreste equatoriali, pur essendo coperti da una fitta vegetazione, sono tra i suoli più fragili e meno fertili del pianeta.
I suoli riforniscono di sostanze nutritive la vegetazione e pertanto costituiscono il supporto fondamentale delle catene alimentari terrestri. In assenza di suolo le piante non potrebbero vivere e la terraferma avrebbe l’aspetto di un desolato deserto di rocce e sassi.
I tempi di formazione di un suolo sono molto lunghi. In media si formano
da 0,002 mm a 0,001 mm di suolo l’anno. La distruzione di un suolo è provocata
dall’erosione, cioè dalla rimozione e dal trasporto dei materiali, che può
essere naturale, se provocata dagli agenti atmosferici, come vento, acqua o
ghiaccio, o prodotta dalle attività umane. Si dice che un suolo è in equilibrio
con l’ambiente quando la quantità di suolo eroso è pari a quella prodotta
durante lo stesso periodo
Vive normalmente sottoterra nei terreni
umidi, ricchi di sostanze organiche. Il corpo è avvolto da un muco che lo
protegge e facilita la penetrazione nel terreno molle. Inghiotte il terreno per
aprirsi un passaggio e per nutrirsi dei detriti vegetali e degli organismi
microscopici che il terreno contiene.
Il corpo, diviso in circa 150 segmenti o anelli, è formato
da una parete esterna e un canale alimentare interno. Il lombrico è utilissimo
per
l'agricoltura, infatti, a causa del suo intenso lavoro di scavo e del suo modo
di nutrirsi, rende soffice e fertile il terreno.
Le farfalle
Tra
queste le farfalle Idea, grandi e aggraziate farfalle bianche e nere, dotate
del volo più leggero che esista.Le grandi e sgargianti Morpho amazzoniche, dai
colori blu cangianti.I papilioni di tutto il mondo che annoverano specie
coloratissime e caudate e altre note per la capacità di presentare femmine
diverse fra loro per forma e colori. Le fantastiche e mitiche Ornithoptere, le
più grandi farfalle del mondo, con incredibili colorazioni, tutte protette
dalle convenzioni internazionali sulla fauna selvatica.Tutte le farfalle sono
inserite e a loro agio in un ambiente realizzato apposta per loro. Questo non è
un giardino convenzionale. Per le farfalle non vale il nostro senso estetico e,
anche se la casa delle farfalle presenta specie vegetali che ben fanno mostra
di sé e possiede angoli di natura degni dei più bei orti botanici, esse
privilegiano spazi e ambienti utili alla loro vita. Per questo si trovano
piante con le foglie mangiate dai bruchi, che presentano i segni di attacchi di
parassiti, che normalmente non ci sono in orti botanici o garden dove si fanno
trattamenti antiparassitari che, nella casa delle farfalle, non sono
ammessi.Qui vengono privilegiati sistemi di controllo biologico naturale e si
lascia che ogni pianta determini i propri spazi e modi di svilupparsi rispetto
alle altre presenti. Molte piante sono scelte perché producono fiori adatti
alle farfalle, perché forniscono un particolare trespolo per la notte, per i
comportamenti territoriali e nuziali o perché, più semplicemente, condizionano
l’ambiente dal punto di vista delle situazioni di luce, ombra e umidità. Anche
il terreno, a tratti scoperto dalla vegetazione, diviene un elemento
importantissimo per la sopravvivenza. Qui le farfalle trovano direttamente sali
minerali essenziali per la loro vita.
LANTANA CAMARA ARANCIO
Importante arbusto molto decorativo, a seconda della specie può essere usato per siepi o come tappezzante. Si possono piantare in terreni compatti e drenati sia la Lantana Camara (7 colori) che la Lantana Sellowiana (4 colori).
La Lantana presenta 150 specie di arbusti sempreverdi coltivati per il fogliame e per i fiori colorati. Sensibili al freddo, tollerano temperature minime di 10-13 gradi. Due sono le specie coltivate, sia in serra sia, nelle regioni a clima mite, all’ aperto:


Le foglie sono ellittiche, verdi. I fiori, tubulosi, possono essere bianchi, gialli o rossi, sbocciano dalla primavera all’ autunno.
Arbusto sempreverde con foglie tonde, dentate ai margini, verde scuro. Altezza: 30-50 cm. Dalla primavera inoltrata all’ autunno produce minuscoli fiori tubulosi di vari colori raccolti in fitti mazzi assai decorati.
La
potatura
La potatura meccanica da poco introdotta nel campo
agrumicolo ha permesso di ridurre i costi d'intervento.
Le tecniche di taglio possono essere di due tipi:
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serie di lame a dischi rotanti che agiscono in
senso verticale, spaziando a piacere l'interfilare delle piante con una
potatura a siepe (hedging) |
SVANTAGGI DELLA POTATURA MECCANICA
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Decremento di produzione nel primo e a volte nel
secondo anno |
Generalmente si sconsiglia di effettuare contemporaneamente il topping e
hedging, infatti la pianta subisce minori squilibri quando le due tecniche di
taglio vengono effettuati ad anni alterni; inoltre negli ultimi anni si è
preferito gli interventi abbinati, potatura meccanica e tradizionale, questi
effettuati ad anni alterni si sono dimostrati quelli più idonei a limitare gli
inconvenienti evidenziati dalla meccanizzazione integrale.
Le specie che rispondono meglio alla potatura meccanica sono l'arancio, il
limone e il pompelmo, mentre il meno adatto è il mandarino.
La potatura
dell’olivo
Nel corso degli
anni la pratica della potatura dell'olivo ha subito una evoluzione progressiva
in correlazione con le condizioni economiche e le nuove tecniche di
intensificazione colturale.
Ai fini di un
corretto inquadramento del "problema potatura" é importante
considerare come, data la crescente difficoltà a reperire manodopera
specializzata in questo settore, sia necessario semplificare il più possibile
le operazioni di taglio al fine di rendere la potatura dell'olivo accessibile
anche alle nuove forze lavoro presenti in agricoltura.
In generale bisogna
comunque sottolineare che una potatura accentuata e sistematica non ha, al
contrario di quanto detto in passato, effetti positivi sulla pianta, anzi
ritarda l'entrata in produzione dei giovani olivi e può apportare degli
squilibri vegetativi e produttivi agli olivi adulti.
E inoltre
opportuno, dovendo affrontare questo argomento, segnalare che di frequente si
tende a ingigantire il ruolo della potatura in relazione ai risultati
produttivi dell'oliveto, mentre, la produzione, é bensì il frutto di tutto
l'insieme delle operazioni colturali, delle quali la potatura é soltanto un
fattore.